Quando si torna da un viaggio si è inevitabilmente sempre un pochino tristi. Si sa che le emozioni delle nuove scoperte si stanno per esaurire e che un aereo ti scaricherà nella solita area arrivi di Malpensa. Mi piace però l’idea che quando riaccenderò la televisione o quando leggerò i giornali il mio punto di vista su quello che ho visto e sentito durante questa vacanza sarà totalmente diverso da quello che avevo quando sono partito. New York non sarà più la stessa ai miei occhi, perché i miei occhi l’hanno vista, il mio naso l’ha respirata, la mia bocca l’ha assaggiata. Così come la California. E’ questa la meraviglia del viaggiare, in fondo. Cambiare punti di vista sui luoghi e sulle persone a volte in meglio e purtroppo a volte in peggio. Lo ammetto: avevo un po’ timore di questi americani, delle loro manie di grandezza e del loro voler esagerare sempre e comunque. Ma li ho capiti e ho imparato forse anche ad apprezzarli. Non mi è mai piaciuto generalizzare con frasi fatte tipo “ahh tutti gentilissimi, ahhh no tutti maleducati”. In tutto il mondo ci sono persone gentili, maleducati e indifferenti. L’America (così come l’Australia) non ha un grande patrimonio artistico come il nostro vecchio e caro continente europeo, ma se lo stanno costruendo giorno dopo giorno, in grande e senza mezze misure. Sono consapevoli delle loro finzioni. Gli studi della Universal ne sono la più palese testimonianza. Il finto alla fine entra dentro la realtà. Tutto quello che ci fanno vedere nei film si impegnano a fartelo toccare con mano, ti dicono “ehi amico ok è tutto finto, ma guarda che di cuore e impegno ne abbiamo messo!”. C’è sempre un sapore dolce dentro a qualsiasi cosa negli Stati Uniti, forse è per quello che la popolazione è così in sovrappeso! Scherzi a parte, devo dire che mangiano veramente male in giro. E’ praticamente impossibile, da turista, mangiare qualcosa che non vada sotto le 300 calorie a boccone. Sono belle le freeway, soprattutto se viste da un sedile posteriore. Nelle auto che ti sfrecciano da ogni lato vedi ogni tipo di persona. La studentessa con il caffè bollente di Starbucks, il giapponese con la famigliola al seguito, il manager sempre al telefono, la nonnina con i capelli bianchi che guida una macchina che non riuscirei a comprarmi con gli stipendi di una vita. Son cose tanto diverse da quelle che vediamo tutti i giorni? Forse no. Ma è diverso vedere queste cose in una strada enorme a 6 corsie rispetto alla tangenziale est di Milano. Punti di vista.