In questi giorni ad Arona c’è il Tredicino, la festa in cui vengono ricordati i patroni Fedele e Carpoforo (tutta la storia del Tredicino la potete leggere qui). Per l’occasione arrivano sempre le giostre, che oramai sono diventate per ogni aronese il simbolo dell’arrivo della primavera. Arona ricomincia a svegliarsi dal torpore dell’inverno, si stiracchia e sbadiglia pronta a ricevere la solita frotta di turisti. Presenti d’inverno solo la domenica, d’estate invece iniziano ad affollare strade e bar a qualsiasi ora di giorno e di notte. Prendere la macchina il sabato e la domenica è altamente sconsigliato! L’altra sera mentre uscivo da casa di mia mamma ho incrociato un paio di ragazzini. Arrivavano dai “baracconi” come siamo soliti chiamare qui il Luna Park. Guardavano la vecchia discoteca Mirage in viale Baracca e li ho sentiti dire: “Quella è una vecchia discoteca, ci andava papà a ballare! E’ chiusa da tanto, ma sarei curiosa di vederla dentro, ne ho sempre sentito parlare!”. In una frazione di secondo ho pensato un pò di cose. Tralasciamo il fatto di sentirsi sempre più vecchi rispetto alle nuove generazioni, questo è palese e non è il caso di infierire. Pensavo, mentre passeggiavo per raggiungere l’auto parcheggiata qualche centinaio di metri più in là per via del traffico impazzito, che al Mirage ho passato tante domeniche pomeriggio e tante serate! Ci ho lavorato come PR ed ho fatto persino una delle mie prime serate musicali “importanti” per l’epoca (primi anni ’90) con il complesso dei “Vita Dura”.E’ stato, nel bene e nel male un punto di riferimento per me ed i miei amici, per tanti anni. Ma non è del Mirage che avevo intenzione di parlare in questo post. Quei ragazzini mi hanno fatto pensare in modo più “profondo” a quanto io sia legato a questa città.
Abito ad Arona da quando iniziai a frequentare la seconda elementare. Vivo all’incirca sempre nella stessa zona da anni. Ho cambiato diverse case, ma praticamente sempre nella stessa via. Adoro Arona. Mi piace proprio viverci e viverla! E’ banale a dirsi, ma i giorni di sole sono stupendi. Sarà il lago, sarà il centro che assume l’aria e la parvenza di una cittadina viva e calorosa anche in pieno inverno, sarà che è sempre bello fare una passeggiata sul lago anche se il termometro non supera lo zero… Il martedì mattina poi con il mercato sai che devi uscire almeno 5 minuti prima, perchè immancabilmente c’è sempre un po’ di traffico in più. Però sono quelle certezze che ti tranquillizzano. Sai che il mercato c’è sempre, con la neve e la pioggia, il martedì mattina lui non manca mai all’appuntamento! E se poi quel giorno sei in ferie, stare a letto a dormire è un reato! Devi uscire a fare un giro il martedì mattina ad Arona. Devi berti un caffè o un cappuccino osservando il colore del lago che se c’è vento diventa di un blu scurissimo. Se poi come questo inverno ci da dentro con la neve, Arona è capace di trasformarsi in uno spettacolo mozzafiato! Devi uscire a fare due foto, devi andare a fare due chiacchiere con Mao del “Caccia e Pesca”! Staresti ore ad ascoltarlo. Ha sempre qualcosa da raccontarti ed è sempre pronto a scambiare due parole sull’ultima chitarra comprata o sull’ultima news di qualche personaggio aronese.
A fine mese ci saranno le elezioni per il nuovo sindaco. Tutti si danno da fare, tutti sempre presenti in giro tra la gente tutto il giorno tutti i giorni. Li vedi li belli con il sorriso sui denti sotto al loro baldacchino bianco di plastica tappezzato di manifesti photoshoppati. Poi spariscono. A destra, a sinistra ma soprattutto dietro di te. Ma questo credo non sia un problema specifico di questa città ma più in generale di questa Italia. Arona mi piace quando è tranquilla, ma la capisco anche quando è caotica. E non mi dispiace che lo sia, vuol dire che è viva e che ha intenzione di far parlare ancora di lei. Vuole che quei due ragazzini che ho incrociato l’altro giorno si ricordino di lei. Il ragazzino che ero io di questa città si è innamorato, e difficilmente la dimenticherà.


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